Acqua osmotica: come funziona e perché usarla!

Si compra l’acquario si riempe con l’acqua di rubinetto e si inizia con la maturazione del filtro e via…
Beh non è propio così, il 99% degli acquariofili, anche quelli che cercano di documentarsi sul web (nel bene e nel male), non considera mai un fattore molto ma molto importante, ovvero i parametri fisici/chimici della propria acqua.
Ebbene sì, spesso e volentieri una delle cause, che fa fallire l’appassionato alle prime armi nella sua avventura acquariofila, è questa.
Quindi la prima cosa da fare è una analisi chimica dell’acqua che intendiamo usare, per vedere i suoi valori, quindi pH, KH, GH, NO3, NO2, NH3, PO4, Si, Fe, questi sono i principali valori, che possono essere più o meno modificati a nostro piacimento tramite l’utilizzo di resine e di integratori sia naturali che chimici.
Altra cosa da tenere d’occhio però, sia per la salute delle nostre piante che dei nostri pesci è la conducibilità.
Ovvero, la capacità di una soluzione di condurre una corrente elettrica ed è misurata in unità di micro Siemens per centimetro.
I sali disciolti nell’acqua consentono il passaggio della corrente elettrica, quindi un valore alto di conducibilità è indice di una elevata quantità di sali minerali!
Una elevata concentrazione di questi sali, va a compromettere o rendere più difficoltoso l’equilibrio osmotico dei nostri pesci, ma anche delle stesse piante.
Una regola ad esempio per alcuni pesci e tipi di acquario come i Plantacquari è quella di mantenere la conducibilità sui 300 microsiemens.
Attenzione a non scendere nemmeno troppo tale valore, altrimenti andrebbe a mancare il sistema tampone che rende stabile il pH della vasca, con un crollo inevitabile di tale parametro.
Possiamo far scendere la conducibilità con l’acqua di osmosi, ovvero un’acqua filtrata tramite una membrana che ci permette di andare a raccogliere un’acqua che a seconda della quantità e qualità degli stadi del nostro impianto, può andare da 20 microsiemens a 3/4 microsiemens.
Chi tratta vasche di ambiente marino sa benissimo quanto sia importante una buona qualità di osmosi, esistono svariati tipi di impianti, le cartucce che si usano per filtrare l’acqua oltre la membrana (che assume un ruolo centrale in tale impianto) sono diverse:


– Sedimenti

– Carboni

– Resine No3

– Resine Po4


Nel nostro impianto dovremmo considerare la conducibilità di base della nostra acqua di rubinetto, dato che un’acqua troppo dura (ad esempio >1000microsiemens) può accorciare di molto la vita media della nostra membrana, in questo caso si usano degli addolcitori, ovvero dei prefiltri che avranno il compito di dare attraverso l’utilizzo di carboni e resine un grosso abbattimento di tale valore, permetto all’impianto di osmosi di lavorare meglio.
Esistono anche dei post-filtri, ovvero dopo l’impianto di osmosi, nel caso del marino troviamo quello contro i silicati.
Insomma l’acquariofilo ha due modi per avere l’acqua di osmosi, o la compra dal suo negoziante di fiducia, o più semplicemente si può pensare ad un impianto casalingo, tutto dipende dalle quantità di cui abbiamo bisogno.
Usatela e vedrete il vostro acquario cambiare radicalmente!

Valerio

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