Come si illumina un acquario?

Troverete molti articoli su questo “acceso” discorso, soprattutto con l’avvento della nuova tecnologia LED, è possibile trovare i pareri più disparati.
Partendo dal punto di vista dell’acquariofilo alle prime armi con un acquario d’acqua dolce, trovate qui raccolte le principali informazioni!


Partiamo dal presupposto che la luce del sole ha una temperatura di colore sui 5300/5700 gradi kelvin, questa unità di misura ci indica il colore della luce (luce calda/luce fredda).
In acqua dolce si usano lampade, da 3000/4000 K quindi luce calda (ottime per le piante rosse), 5000/6500 K la lunghezza ottimale per la fotosintesi delle principale piante acquatiche e infine per migliorare e esaltare il colore dei pesci si usano anche le 8000k che hanno una funzione di bilanciare lo spettro nel totale in un sistema di illuminazione dotato di più di un tubo.


Per le esigenze di coltivazioni delle piante, si utilizza erroneamente il W/l ovvero dividere la potenza espressa in W del vostro parco lampade diviso il litraggio della vostra vasca.
In realtà si dovrebbe si dovrebbe parlare di Lumen/Litro dato che il lumen varia in funzione non solo della potenza quindi del wattaggio, ma anche della tecnologia irradiante (t8, t5, Hqi, Led).
Il lumen è la quantità della luce emessa ovvero la misura del flusso luminoso.
Ma in realtà oltre la parche tecnica ci sono tante altre cose da considerare, ad esempio la colonna d’acqua che andremo a illuminare ovvero l’altezza della nostra vasca, va influire molto sulla tipologia di illuminazione che andremo ad utilizzare.


Nel caso dell’utilizzo dei tubi al neon, siano essi con tecnologia T5 o T8, dei buoni riflettori vi permetteranno quasi di raddoppiare la vostra potenza luminosa andando a recuperare, l’irradiazione che inevitabilmente, per la forma cilindrica del tubo, andremmo a perdere.
Per quanto riguarda le tecnologie presenti sul mercato, possiamo parlare di lampade agli ioni di mercurio (HQI, utilizzante principalmente nel marino, poco usate nel dolce), Neon T8 (con il classico circuito reattore e starter), neon t5 (reattore elettronico più potenza a minor consumo) e infine i Led.


I tubi al neon per poter mantenere i gradi Kelvin corretti devono essere cambiati ogni 10/12 mesi, in quanto scaduto questo tempo si comporteranno come delle normali lampade perdendo il loro spettro predefinito.


Le lunghezze di tali neon che siano t8 o t5 sono sempre proporzionali al Wattaggio.
Il Led ha rivoluzionato tutto, ed è sempre in continuo sviluppo con l’avvento delle nuove tecnologie e dei nuovi led sempre più piccoli e potenti.

Per avere un consiglio su misura, ricordati sempre di venire in negozio con le misure del tuo acquario, informazioni sull’allestimento che hai o intendi creare e sapremo consigliarti su quale tecnologia utilizzare per far crescere felicemente le tue piante ed i tuoi pesci.

Valerio

Vieni su www.lacquariorizzo.it per saperne di più dal tuo negozio di Acquari a Messina

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Consigli per la scelta del substrato

Il primo acquario è sempre la parte più difficile, si cerca di documentarsi o ci si fa prendere dall’emozione comprando tutte le decorazioni più disparate ed a volte disperate, tralasciando l’importante punto della dotazione tecnica dell’acquario, nel caso di acqua dolce ci riferiamo a illuminazione, termostato e filtro.

E nessuno tiene conto del substrato, questo deve essere scelto anche in funzione degli abitanti dell’acquario!

Ad esempio per dei Discus come ad esempio i Cordydoras e tutti i pesci stazionanti sul fondale con barbigli, è preferibile usare una granulometria fine.

Se invece come prima esperienza si va incontro ad un acquario di comunità il substrato più comunemente usato è il ceramizzato colorato da 4mm o i vari tipi di quarzo se lo si vuole fare più tendente al naturale.

Nessuno considera le piante anzi spesso e volentieri esse vengono associate alla sporcizia e l’avvento di alghe: sbagliato!

É esattamente l’opposto ovvero una buona flora aiuterà a tenere sotto controllo i nostri odiati nitrati ovvero il ciclo ultimo della scomposizione del ciclo dell’azoto nell’acqua dolce.

Prendendo in considerazione la flora di un acquario appena avviato, si dovrà pensare ad un substrato fertile o argilla espansa da porre sotto la nostra sabbia.

Ricordatevi sempre che un acquario da piantumare dovrà avere un fondo dai 5 ai 7 cm di spessore per offrire il giusto spazio per la radicazione delle radici.

Infine come substrati di ultima generazione troviamo i terreni allofani, questi fanno sia da sabbia che da fertilizzante e sono dei prodotti creati dall’uomo tramite il miscuglio di diverse concentrazioni di nutrienti, il tutto cotto in forno.

Questo terreno per via della sua composizione fa precipitare velocemente il Kh della nostra vasca, parametro quindi da controllare attentamente.

Grazie alla sua leggerezza permette di fare layout particolari, in più essendo morbido permette una migliore radicazione, quindi diffusione ,delle piante da pratino, riuscendo a creare, insieme ad altre accortezze, dei bei tappeti compatti e verdi.

Valerio

 

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