Cos’è un nanoacquario?

Con il termine Nano si definiscono gli acquari dai 10 ai 60 litri, anche se i litraggi più diffusi sono sui 25/30 litri, se parliamo di dolce, mentre nel caso di acquari marini vengono chiamati nano-reef.
Qualsiasi negoziante o appassionato sa benissimo che far iniziare un qualsiasi nuovo acquariofilo con una vasca sotto i 60 litri è sempre difficile, se non difficilissimo.
Le ragioni sono molteplici: generalmente i neofiti, nonostante i consigli, tendono a sovraffollare le vasche con conseguenze catastrofiche per i nostri pesci e per il sistema filtro/acquario in generale.
Inoltre si tendono a selezionare specie prolifiche, come tutti i pesci facenti parte della famiglia dei poecilidiovovivipari, che accoppiandosi in media ogni 23/30 giorni non faranno nient’altro che andare ad aumentare il carico organico della nostra vaschetta.
In realtà vi dimostrerò come per quanto riguardo il dolce, è possibile creare dei bei layout con una giusta popolazione di pesci appropriati, il mondo dei NANOFISH….

Questo è solo l’articolo introduttivo a questo fantastico mondo: vi farò vedere passo passo dei layout creati in queste piccole vasche, che con piante e muschi poco esigenti andranno a creare delle vere e proprie opere d’arte.

 

 

 

Valerio

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Anestesia e sedazione nei pesci d’acquario

Alle volte, in casi realmente rari, si potrebbe avere la necessità di anestetizzare un pesce, per poter proseguire con la rimozione meccanica di un tessuto in eccedenza, di zone infettate ricche di fluido e tanti altri casi dove operare è l’unica soluzione per salvare l’animale.
Alle volte invece occorrerà sedare un pesce, ad esempio durante un lungo trasporto, per farlo stressare il meno possibile.
Va fatto da persone competenti, perché si mette a rischio la vita dell’animale.
Mi è capitato recentemente una rimozione di un tessuto infetto su un Astronotus di 10 anni, usando una sostanza rilassante che a seconda delle sue concentrazioni può sedare o anestetizzare un pesce.
La parte difficile di questo anestetico, è conoscere la concentrazione giusta in funzione del peso e della specie dell’animale.
Come si vede dal video che potete trovare a questo link la rimozione è avvenuta correttamente, avendo poi ripulito e disinfettato la ferita.
Al cliente sono stati consigliati dei prodotti lenitivi per l’epidermide del pesce, in particolare lo StressGuard della Seachem, ottimo prodotto per la cicatrizzazione di ferite e il rifacimento dello strato di muco esterno del pesce.
Una bella soddisfazione professionale!

 

 

 

Valerio

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Pterophyllum Scalare e Altum

Lo scalare è uno dei pesci sicuramente più venduti in acquariofilia.
Da notare la distinzione come da titolo, in quanto si parla di due specie diverse appartenenti allo stesso genere.
Il primo per l’appunto è quello che troviamo più facilmente nelle vasche degli acquariofili.
Lo possiamo trovare in natura in Sud America: Bacino del Rio delle Amazzoni, in Perù, Colombia e Brasile, lungo i fiumi Rio Ucayali, Rio Solimões e Rio delle Amazzoni; nel Rio Amapá in Brasile, nel Rio Oyapock nella Guyana francese; nel Rio Essequibo in Guyana.
Specie che vive in branco, fino alla formazione delle coppie.
Spesso e volentieri non si considerano le sue dimensioni finali, una volta quindi cresciuto, che possono arrivare ad un massimo di 15 cm in lunghezza ma da considerare anche circa 20 cm in altezza, tutto ciò è dettato dalla sua morfologia con corpo compresso e discoidale, pinna dorsale e anale che aumentano in lunghezza, denominando tale pesce come pesce angelo.

Colorazione classica argentata con delle strisce nere verticali che attraversano il corpo (ottima colorazione mimetica nel loro ambiente naturale).
Specie monogama, non troppo difficile da riprodurre, sono state fatte selezioni che hanno dato una varietà di morph infinita, koi, red devil, common blu, buccia d’arancia e molte altre.


Temperatura ottimale 27/28 gradi, ma regge bene a sbalzi di valori entro un certo limite, quindi si per chi è alle prima armi a patto che abbia una vasca da 120 litri in su e sviluppata anche in altezza.
Vogliono un acquario lungo e alto, piantumato per potersi nascondere all’occorrenza.

Il dimorfismo sessuale è difficile da notare soprattutto da piccoli, il maschio dovrebbe apparire più imponente con una sorta di gobba nella zona cefalica.
Fanno parte entrambi della enorme famiglia dei ciclidi.

Gli Pterophyllum altum presentano una bocca con una forma molto particolare e una fronte abbastanza in pendenza, la prima banda scura attraversa l’occhio, la seconda passa vicino alla parte centrale del corpo, mentre la terza va dalla punta della pinna dorsale, attraversa il corpo, e arriva alla punta della pinna anale. L’ultima gira sul finale del peduncolo caudale. La Caratteristica di questa specie è un’incisione acuta o tacca sopra le narici.


Si riproducono molto più difficilmente, e la loro scarsa disponibilità nel mercato li rende degli animali molto ricercati.
La specie è la più grande del genere e sono stati ritrovati in natura esemplari superiori a 50 cm di altezza (dalla punta della dorsale alla pinna anale); negli acquari, si segnalano dei campioni noti per essere cresciuti fino a 40 centimetri. Gli Altum sono più frequenti nelle acque ben ossigenate, le acque estremamente acide dell’Alto e Medio affluente dell’Orinoco, dello scudo del Guyana.
Sono insomma compagni perfetti sia come biotopo che come valori per i nostri amici Discus.

 

 

 

Valerio

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